Intervista ad Anne-Laure

Foto Bondoux1In questa intervista Anne-Laure Bondoux svela alcuni retroscena delle Lacrime dell’assassino e parla dei libri che l’hanno maggiormente influenzata.

Perché la storia si apre con un assassinio così feroce?
Si può pensare che il lettore ne rimanga scioccato, ma io non lo credo e non lo
credono nemmeno un gran numero di coloro che hanno già letto il libro. È vero, c’è
un delitto, ma non vengono forniti dettagli, ciò che più mi interessava era raccontare
tutto quello che ne sarebbe seguito. Volevo che si vedesse l’assassino agire come
un assassino, ma è solo quando il crimine ha avuto luogo che la storia ha inizio.
Solo in quel preciso momento nascono i personaggi che si muovono nella storia e
interagiscono tra di loro.

Chi è l’assassino e chi è Pablo?
I due personaggi centrali sono: Pablo, un bambino, che è una creatura selvaggia, e
Angel Alegrìa, l’assassino. Anch’egli è un animale selvaggio. Entrambi nascono dal
sangue, nel momento stesso in cui viene compiuto il crimine. Quello che mi
interessava era l’incontro tra questi due esseri che non sono ancora veramente
umani e come sviluppano il loro rapporto, a mano a mano che la storia viene
raccontata.

Perché un’ambientazione così lontana?
Il libro è ambientato nel sud del Cile, in Patagonia, in una terra così lontana da
essere quasi alla fine del mondo. L’ho scoperta nei versi di Pablo Neruda: descrive
il vento, le rocce, il deserto con delle parole molto poetiche. Parole che mi hanno
messo sulle tracce dei personaggi in un luogo così remoto. Mi interessava far
crescere la storia assieme ai protagonisti in un’ambientazione non del tutto reale, in
una terra ancestrale che non è mai stata sfiorata dal tempo. Né dall’oggi né da ieri,
insomma un luogo letterario che faccia sognare.

Quali sono i tuoi autori di riferimento e i tuoi libri preferiti?
Uno dei modelli che ho avuto certamente in mente, anche se non ne ero del tutto
consapevole, è un libro che ha segnato molto la mia adolescenza, ed è un
monumento della letteratura francese: “I miserabili” di Victor Hugo, dove si
incontrano due personaggi che somigliano a Pablo e all’assassino. Nel romanzo di
Hugo, un ergastolano prende sotto la sua protezione una ragazzina e i due diventano
i protagonisti del libro.

C’è un filo comune nelle tue storie?
Quando scrivo storie, amo condurre i miei personaggi in situazioni estreme e
stravaganti, che escono dall’ordinario. Pablo ed Angel sono obbligati a seguire il filo
conduttore del viaggio. Ed è a partire da un luogo dove il protagonista ha vissuto
qualche cosa di intenso, che procedono la storia e la vita del più giovane verso l’età
adulta e una maturazione

Che cosa è la lettura per te?
La lettura per me è indispensabile, è la compagna di ogni momento. Offre la
possibilità di vivere più vite in una sola e mi dà l’impressione di andare più lontano
e in modo più intenso nella comprensione del mondo che mi circonda.

Quali progetti hai in corso?
I progetti per il futuro mi stanno molto a cuore. Innanzitutto c’è il progetto per un film
tratto dal mio romanzo Le lacrime dell’assassino. Ho scritto la sceneggiatura per
una casa di produzione francese che sta lavorando alla realizzazione del film. Sto
scrivendo anche il prossimo libro che uscirà in Francia nel 2009, e si intitolerà: Il
tempo dei miracoli
, ed è una bellissima una storia d’amore.

(Intervista a cura dell’Ufficio Stampa delle edizioni San Paolo)

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