Filo diretto con Anne-Laure/2

Quali sono i miei progetti? Sto scrivendo il mio prossimo romanzo per ragazzi, che verrà pubblicato (se non sono troppo in ritardo) nella primavera del 2010. Poiché gradisco le sorprese, non rivelo nulla, vi dico soltanto che è sulla scia de La vita come viene, e che l’azione si situa al giorno d’oggi, a Parigi. Per quanto riguarda il mio romanzo destinato agli adulti, dopo un certo numero di letture (grazie a quelli che gli hanno dedicato del tempo!), sono convinta che non sia pronto… Incoraggiata tuttavia a riprenderlo, spero di avere il tempo, l’energia e la voglia di lavorarci di nuovo nei  mesi che vengono, prima di darmi un’altra chance.

Perché si diventa scrittori?

Perché si diventa scrittori? Non è una domanda semplice, ma di certo è molto molto importante per chi ha scelto questo mestiere. Anne-Laure ama rispondere a questa domanda con una frase dello scrittore e sceneggiatore britannico William Boyd:

So perché sono diventato un romanziere: è soltanto nel romanzo che è spiegato tutto sugli altri esseri umani.  Soltanto nei romanzi ogni cosa è spiegata e certa.

Filo diretto con Anne-Laure

Anne-Laure_Bondoux_01Anche oggi un post che viene direttamente da Anne-Laure. La Bondoux ci racconta, con la solità simpatia e freschezza, la sua giornata tipo:

Dal momento che la scrittura è la mia professione, come possono apparire le mie giornate? Semplici, banali, e un po’ misteriose dall’esterno.

Generalmente io lavoro cinque giorni su sette, ma posso lavorare anche durante i fine settimana, dipende. Mi siedo davanti al mio computer alle 9 del mattino e mi alzo verso le 18 (con una pausa pranzo e un pisolino in mezzo): quando va così è una grande giornata!

Ce ne sono di meno buone. A volte riesco a lavorare solo due ore… In questi casi, spesso mi sento in colpa, a meno che non abbia fatto qualcosa. A volte lavoro anche di notte, quando voglio ancora, ma raramente al di là delle 23 ore.

Durante una giornata di scrittura, sono sola. Sto seduta. Consulto il dizionario cinquanta vole, cinquanta volte internet, apro l’atlante, libri di fotografia, bevo un caffè, fumo (che è male, sì, sì), parlo da sola, mi arrabbio, scarabocchio, leggo ad alta voce i capitoli precedenti. Tolgo una frase, una parola. Cambio una virgola. Rileggo. Risistemo il testo. Poi rivedo una pagina completa. Ho mal di schiena. Passeggio nel mio ufficio. Apro un libro e poi un altro, leggo tre frasi, poi mi siedo di nuovo davanti allo schermo.

Se alla fine della giornata trascorsa a portare avanti la mia storia, un personaggio nuovo è emerso, ho risolto un problema, ho avuto un’idea divertente, sono felice e il giorno dopo voglio continuare allo stesso modo. Se alla fine della giornata sento che il testo non funziona io non dispero: il giorno dopo ricomincio. Nel mio letto penso ai miei personaggi, a un problema, a un incrocio. Non credo di sognare, ma può succedere che la mattina ci siano altre idee, tutte fresche. In caso contrario, a volte mi prendo una vacanza, penso ad altro, e non tocco il mio computer per diverse settimane. Al ritorno io sono arrugginita e non vedo l’ora di riprendere la mia vita quotidiana solitaria e piena di parole.

Le lacrime dell’assassino: sceneggiatura pronta!

Le lacrime dell'assassinoNon ve lo avevamo ancora anticipato, ma da qualche tempo si parla di realizzare una pellicola da Le lacrime dell’assassino. Al riguardo Anne-Laure dice… bé dai leggete voi stessi:

Quanto a quelli che mi chiedono a che punto è il progetto del film tratto da Le lacrime dell’assassino: la sceneggiatura è completa, ma è soltanto il primo capitolo di una lunga storia… Pazienza…

Anne-Laure ci racconta La vita come viene

Foto Bondoux1Il post di oggi viene direttamente da Anne-Laure,  che ci svela qualche retroscena sulla genesi del suo ultimo romanzo.

La vita come viene è un romanzo psicologico dove sono presi in considerazione l’amore, la vita e la morte, le grandi questioni, i pannolini e i biberon. Volevo scrivere una sorta di melò, con una certa quantità di dramma e una buona dose di leggerezza.

Durante un incontro in una scuola sul mio libro precedente, una ragazzina mi ha domandato perché mettessi in scena solo eroi maschi. Sono stata presa alla sprovvista e questa osservazione mi ha fatto riflettere. Mi sono chiesta cosa avrei potuto dire sulla femminilità e ne è venuto fuori questo romanzo.

Per la prima volta ho utilizzato direttamente del materiale autobiografico, anche se gli eventi del libro sono deformati rispetto alla mia «vera vita». Avevo voglia di parlare della maternità, della relazione complicata tra due sorelle molto diverse, del legame sconosciuto che si lega tra una madre e un bambino, del lutto e della nascita. Avevo voglia di ancorare questo testo a una realtà rocambolesca, navigare tra il nero del lutto ed i toni pastello della nascita.

La Bondoux e Wikipedia

Sempre più spesso quando abbiamo bisogno di trovare un’informazione su un qualsiasi argomento il nostro primo pensiero corre a Internet, più precisamente a google, ma se proprio vogliamo essere pignoli il luogo, virtuale, deputato per eccellenza a dare risposte è Wikipedia. E allora, che cosa dice Wikipedia di Anne-Laure Bondoux? Detto, fatto! Dove? Proprio qui! Chi invece vuol cimentarsi con il francese non ha che da cliccare qua.

La vita come viene – Il booktrailer/2

Ed ecco qua il secondo link al booktrailer realizzato dai ragazzi di Mare di libri per La vita come viene. Bello vero?