Dritti dritti da aNobii!/2

Sempre da aNobii, stavolta però facciamo un passo indietro e parliamo non de La vita come viene, ma delle Lacrime dell’assassino.

Toccante

Uno spietato assassino scopre il suo cuore duro e ruvido capace di provare un affetto sincero e puro per un bambino; potrebbe sembrare la solita favoletta buonista, ma in realtà è un libro crudo e schietto, dove l’amore non è una bacchetta magica che ripara a tutti gli errori e a tutto il male commesso.
Anzi, quest’amore inaspettato per il piccolo Pablo sarà proprio ciò che porterà Angel Alegrìa verso la condanna a morte, passando dal ruolo del carnefice a quello della vittima con una tale consapevolezza e una dignità pari – se non superiore – a quella degli uomini definiti “buoni”.
Quegli stessi uomini “buoni” che, in nome della giustizia, lo uccideranno, togliendo al piccolo Pablo l’unico vero affetto che lui avesse mai conosciuto.

Sono rimasta affascinata dallo stile conciso e senza fronzoli melensi dell’autrice. Mi aspettavo un libro introspettivo con la voce narrante dell’assassino, carica delle sue colpe e dei suoi fantasmi, invece ho trovato una piacevole narrazione in terza persona che con poche parole giuste dette al momento giusto ha saputo trasmettere non solo il tormento dell’assassino, ma anche le paure e le speranze del piccolo verso questo mistero che chiamano Vita, e l’affetto che, con semplici gesti quotidiani, si rinforza pagina dopo pagina.
Tra i due, nessuno slancio d’affetto scontato e melenso; gesti molto concreti e spesso apparentemente distaccati, che col tempo però acquistano un nuovo significato.
L’unica e più intensa dimostrazione di quest’affetto impossibile la si ha solo alla fine, quando Pablo ed Angel saranno costretti a dividersi.
E lì, confesso, ho pianto.

Insegna che fare una distinzione netta tra Buoni e Cattivi non è quasi mai possibile.
Un libro a metà tra favola moderna e denuncia delle ipocrisie del nostro essere.
Un libro toccante.

Nikimuk92

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