Dritti dritti da aNobii/4

Ancora da Anobii:

L’educazione sentimentale di un killer

Pablo Poloverdo è un bambino che abita con i genitori nell’ultima casa all’estremo sud del Cile, la casa alla fine del mondo, dove di solito non passa mai nessuno e dove, invece, nel primo capitolo di questo romanzo “per ragazzi”, passa un assassino che ammazza brutalmente i suoi genitori e si insedia lì, a vivere col bambino che ha reso orfano.
Sì, avete letto bene, tremate pure, così come deve aver tremato la casa editrice per pubblicarlo, così come tremeranno, quando lo proporrò, insegnanti e genitori.
Angel Alegrìa, l’assassino, è un uomo cresciuto conoscendo solo il bisogno e la violenza ma nella sua vita accanto a Pablo, nella casa alla fine del mondo e nel viaggio che faranno poi, impara, uno ad uno, lentamente, i sentimenti: l’orgoglio, l’attaccamento, la gelosia, l’affetto…
Impara a pensare al passato e al futuro, a rimettere in relazione i fatti di una vita. Tutto questo senza che ci sia un pieno, conclamato, finto e stereotipato pentimento, come qualcuno potrebbe aspettarsi.
La storia è di un’amarezza estrema, nel suo turbare, sfumare e confondere i confini tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato che tanti vorrebbero netti e ben segnati, nei libri per ragazzi e nella vita.
Invece, “Le lacrime dell’assassino”, riporta il “bene” e il “male” alla loro complessità e – e cosa si può chiedere di meglio ad un libro?- costringe a pensare.
Romanzo francese che in patria ha vinto tutti i premi possibili.
Scrivo questa recensione a caldo, a libro appena finito. Temo che tre stelle siano troppo poco, ma lascerò sedimentare qualche ora o qualche giorno la storia per darne un giudizio più ponderato. Si insinua in me il dubbio di avere tra le mani uno dei migliori libri per ragazzi dell’anno.

La prosivendola

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: