Recensioni dal web/1

La vita come viene

Per le sorelle Yazinsky essere felici, malgrado tutto, non è facile, ma ci possono provare. Nonostante la morte dei genitori, gli esami e un bambino in arrivo…

Animata da una passione per la scrittura che si è manifestata alla giovane età di dieci anni, Anne-Laure Bondoux si è imposta all’attenzione del pubblico con Le lacrime dell’assassino, vincitore in Francia nel 2004 del prestigioso Prix Sorcières e, in Italia, del Premio Andersen.
Anche il suo nuovo romanzo, da poco uscito per le edizioni San Paolo, con il titolo La vita come viene, è una storia destinata ad entrare nel cuore dei giovani lettori che si affezioneranno senza dubbio alle due protagoniste, le sorelle Maddy e Patty, unite in uno strano quanto improbabile destino da un tragico evento, la morte, in un incidente d’auto, dei genitori.

Patty, la maggiore, dopo aver lasciato la famiglia in cerca di un lavoro e dell’indipendenza, viene designata dal giudice tutelare responsabile di Maddy, la sorella quindicenne, ancora impegnata negli studi. La notizia che Patty aspetta un bambino non deve assolutamente arrivare al giudice che, giudicandola irresponsabile, potrebbe toglierle la tutela della sorella.
L’unica decisione possibile, allora, è quella di far finta che nulla sia successo – visto che il parto è previsto per il mese di settembre –, partire insieme per le vacanze estive e raggiungere la casa, lontana e isolata, lasciata loro dai genitori.

E così, grazie ad una serie di situazioni da affrontare e da superare, le due ragazze riescono a riavvicinarsi e a ritrovare l’intimità perduta, nonostante le evidenti diversità di carattere: la maggiore, esuberante, stravagante, invadente e, se possibile, più immatura della sorella minore, che invece è riservata, seria, saggia e responsabile. Esse presentano l’ambivalenza tipica della loro età: chiedono affetto e si ribellano, sentono il bisogno di protezione e bramano l’emancipazione, temono l’avventura e al tempo stesso la desiderano ardentemente, apprezzano l’intimità della casa e della famiglia ma se ne sentono a volte soffocate. Molto toccante, a questo proposito, il fatto che Maddy senta il bisogno di rivolgersi spesso ai genitori, bisbigliando ed anche per iscritto, inviando loro “qualche notizia dal mondo dei vivi”: solo alla fine del romanzo la giovane, resa più matura dalle esperienze vissute, deciderà di abbandonare questa abitudine e di cominciare a scrivere storie.

È senza dubbio questa capacità di creare “personaggi universali” che fa di Anne-Laure Bondoux una delle più apprezzate scrittrici per ragazzi e per giovani e di La vita come viene una lettura, sotto forma di diario, particolarmente istruttiva e coinvolgente.
Infatti, nonostante la situazione “ estrema” in cui si trovano le due sorelle, che potrebbe limitare la possibilità di immedesimazione dei lettori nei personaggi, la descrizione del rapporto fra le due ragazze, di alcuni particolari della vita di tutti i giorni, dell’avanzare della maternità prima e della vita con un neonato poi, delle palpitazioni dei primi amori, delle responsabilità che tutto questo comporta…, sono temi sentiti e vissuti da molti, oltre che di grandissima attualità. Inoltre, l’autrice riesce ad affrontarli con leggerezza ed ironia, con una scrittura diretta e toccante, ma sempre con un certo pudore, senza mai lasciarsi andare a facili moralismi o ipocrisie.
E con un importante messaggio di speranza: anche quando la tragedia sembra aver segnato indelebilmente la nostra vita, “le cose, alla fine, si sistemano”.
Non sarà facile per chi, come Maddy, è portato a preoccuparsi per tutto, ma si può sempre imparare a respirare e a prendere le cose in modo più leggero: dietro l’angolo c’è sempre una vita da costruire, tante storie da inventare e – perché no?! – un amore che aspetta proprio noi.

scritto da Lidia.

da: http://guide.supereva.it/libri_autori_0_14/interventi/2009/11/la-vita-come-viene



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Dritti dritti da aNobii/8

Mi ha fatto commuovere e ridere. Un libro dolce e divertente, davvero molto bello. Non è una lettura solo per ragazzine, credo che anche noi adulti possiamo goderne. Devo dire che adesso sono molto curiosa di leggere anche l’altro romanzo di questa autrice. Prima di inizare a leggerlo pensavo di imbattermi in una sorta di romanzetto moraleggiante, mentre è tutto il contrario.

Calliope

Dritti dritti da aNobii/6

Ancora una sortita sulle Lacrime dell’assassino prima di tornare a dedicarci a La vita come viene.

Se ad un certo punto non apparissero i cibi liofilizzati, le telecamere di videosorveglianza di una banca, i distributori di acqua, questo libro non avrebbe tempo. Sarebbe sospeso ai confini del mondo come il lembo di terra cilena in cui tutto inizia e finisce, ai limiti del possibile come la storia che racconta. Un assassino dall’assurdo nome di Angel Alegrìa uccide una coppia di contadini e si insedia a vivere nella fattoria insieme al loro bambino che ha risparmiato. Ne nasce una storia inaspettata di diffidenza e di scoperta, di convivenza e di sospetto, di gelosia e di cambiamento. Il mondo si affaccia nella vita dei due (padre e figlio? amici? carnefice e vittima?) sotto l’aspetto di un cittadino venuto dal mondo civile, di una donna che cambia l’equilibrio, di un saggio boscaiolo tratteggiato splendidamente. Pablo – il bambino – assaggia il mondo: le lettere dell’alfabeto, una caramella portafortuna, un cucciolo di volpe, il porto, la fiera, un quadro, le metafore, la musica di Bach. E il mondo cammina, come la macchina della giustizia, come il finale della storia, ma nulla può scalfire il rapporto che si è creato tra un assassino che non riconosce più se stesso e l’innocenza di un bambino.

cati

Dritti dritti da aNobii/5

Sempre da Anobii:  stavolta a parlare di Anne-Laure è Marta.

Mi è piacuto tantissimo perchè è un libro che mi ha stupito e che racconta di come un assassino, quindi una persona “bruta” può diventare una persona con sentimenti, emozioni e una persona che può volere bene.

Dritti dritti da aNobii/4

Ancora da Anobii:

L’educazione sentimentale di un killer

Pablo Poloverdo è un bambino che abita con i genitori nell’ultima casa all’estremo sud del Cile, la casa alla fine del mondo, dove di solito non passa mai nessuno e dove, invece, nel primo capitolo di questo romanzo “per ragazzi”, passa un assassino che ammazza brutalmente i suoi genitori e si insedia lì, a vivere col bambino che ha reso orfano.
Sì, avete letto bene, tremate pure, così come deve aver tremato la casa editrice per pubblicarlo, così come tremeranno, quando lo proporrò, insegnanti e genitori.
Angel Alegrìa, l’assassino, è un uomo cresciuto conoscendo solo il bisogno e la violenza ma nella sua vita accanto a Pablo, nella casa alla fine del mondo e nel viaggio che faranno poi, impara, uno ad uno, lentamente, i sentimenti: l’orgoglio, l’attaccamento, la gelosia, l’affetto…
Impara a pensare al passato e al futuro, a rimettere in relazione i fatti di una vita. Tutto questo senza che ci sia un pieno, conclamato, finto e stereotipato pentimento, come qualcuno potrebbe aspettarsi.
La storia è di un’amarezza estrema, nel suo turbare, sfumare e confondere i confini tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato che tanti vorrebbero netti e ben segnati, nei libri per ragazzi e nella vita.
Invece, “Le lacrime dell’assassino”, riporta il “bene” e il “male” alla loro complessità e – e cosa si può chiedere di meglio ad un libro?- costringe a pensare.
Romanzo francese che in patria ha vinto tutti i premi possibili.
Scrivo questa recensione a caldo, a libro appena finito. Temo che tre stelle siano troppo poco, ma lascerò sedimentare qualche ora o qualche giorno la storia per darne un giudizio più ponderato. Si insinua in me il dubbio di avere tra le mani uno dei migliori libri per ragazzi dell’anno.

La prosivendola

Dritti dritti da aNobii!

Sapete tutti cos’è aNobii? No? Bé aNobii è la più grande comunità di lettori del mondo, dove ciascuno ha a disposizione la propria pagina per inserire tutti i libri che legge e confrontarsi con gli altri, curiosando nelle librerie altrui!

Vediamo uno dei commenti al nuovo romanzo di Anne-Laure, La vita come viene, presenti su aNobii:

Quello che mi piace di quest’autrice è la sua capacità di trattare emi tosti con un linguaggio adatto ai ragazzi, senza però mai cadere nella retorica.
Secondo me una conferma, dopo “Le lacrime dell’assassino”.

Ncy It

Cosa legge Anne-Laure/1

Sbirciamo tra le letture di Anne-Laure.  Oggi ci propone Memorie di una ragazza per bene di Simone de Beauvoir.

Questa estate, nella biblioteca di una casa di campagna, ho trovato per caso Una morte dolcissima e questa lettura mi ha toccata ed intrigata. Vi si prevedevano le relazioni complesse dell’autore con la propria madre, un passato pesante di silenzio e di incomprensione. Ho dunque ripreso il filo al suo inizio. La scrittura di Simone de Beauvoir è così precisa, così intelligente da rendervi a sua volta intelligenti. Sono rimasta affascinata lungo tutte le sue memorie dal percorso di questa bambina che diventa adolescente e donna, dalla sua forza, in un universo sociale così tanto soffocante e costrittivo. È il resoconto di una nascita, di una liberazione, di una rinascita al mondo, alla vita, alla filosofia, la costruzione di un individuo analizzata passo per passo e resa in maniera notevole. Ignoro se questa lettura mi avrebbe così tanto colpito nell’adolescenza, ma forse sì, per via dei picchi di dolore e d’esaltazione, di questa oscillazione permanente tra scoraggiamento e avidità di futuro, che sono certamente molto universali. Ho avuto voglia di annotare alcune frasi, colpita dalla loro precisione. Ecco a caso: “Il mondo attorno a me era una presenza enorme, confusa. Andavo a grande passo, sfiorata dal suo alito spesso. Mi dicevo che tutto sommato era interessante vivere”, questo libro è un incontro importante.