I vostri commenti!

Peschiamo da ibs questo bel commento di una lettrice su La vita come viene

Stefania (10-12-2010)
Libro molto bello, pur nella sua semplicità. L’ho letto tutto d’un fiato e mi ha fatto molto riflettere la maturità di una ragazzina di 15 anni che porta avanti la sua vita praticamente da sola.
Voto: 4 / 5

Le novità su Anne-Laure Bondoux

Ciao a tutti, stiamo preparando nuove sorprese legate ad Anne-Laure e alla sua venuta in Italia in occasione di Mare di libri.

Approfittiamo di questo post per annunciarvi che La vita come viene è stato finalista al 53° Premio Bancarellino.


La vita come viene candidato al Premio Andersen 2010!

Eccoci qua ad annunciare la prima grande sorpresa: è con immenso piacere che apprendiamo la candidatura del romanzo di Anne-Laure La vita come viene al Premio Andersen 2010 per la categoria miglior libro oltre i 12 anni!

Dopo la vittoria dell’anno scorso, con Le lacrime dell’assassino , del Premio Andersen e Super Andersen, una conferma della bravura di Anne-Laure e dell’attenzione che la critica rivolge ai romanzi di qualità!

Ad ogni modo le sorprese non sono finite. Nei prossimi giorni ci saranno grosse novità e qualche cambiamento nel nostro sito, per cui preparatevi!

Dritti dritti da aNobii/8

Mi ha fatto commuovere e ridere. Un libro dolce e divertente, davvero molto bello. Non è una lettura solo per ragazzine, credo che anche noi adulti possiamo goderne. Devo dire che adesso sono molto curiosa di leggere anche l’altro romanzo di questa autrice. Prima di inizare a leggerlo pensavo di imbattermi in una sorta di romanzetto moraleggiante, mentre è tutto il contrario.

Calliope

Dritti dritti da aNobii/7

Oggi prendiamo in prestito da aNobii un commento a La vita come viene:

Non è facile trattare argomenti come aborto, gravidanza e crescita con un mix così ben riuscito di leggerezza e gravità. Senza falsi moralismi, con una scrittura diretta e immediata, la Bondoux affronta temi difficili parlando attraverso la bocca di una ragazza, che – rimasta orfana – è costretta a far quasi da madre alla sorella più grande.
Molto bella anche la figura di Luigi, il padre – a sua insaputa – del piccolo che aspetta di venire al mondo (mi starà simpatico perché è l’unico italiano del libro?). Prima deriso e maltrattato anche lui si prenderà la sua rivincita.
Quello che più mi colpisce di questo libro è la mancanza di qualunque buonismo o intento consolatorio, o della volontà di dare un indirizzo morale alla vicenda: c’è semplicemente la vita, come viene.

Max Vicius

Dritti dritti da aNobii/3

Ecco un altro commento preso in prestito dagli utenti di aNobii, stavolta ritorniamo a parlare di La vita come viene:

La quindicenne Maddy, orfana dei genitori per un incidente d’auto, si trova a fare da “mamma” e da custode della sorella maggiore, che ne sarebbe la tutrice, la quale si ritrova incinta che non sa tenere o meno, e di certo non ha intenzione di dirlo al padre del bimbo. Un bel romanzo sulle famiglie allargate di oggi che non scade nel buonismo e nel lieto fine a tutti i costi, ma che ci racconta di come sia difficile adattarsi anche a cambiamenti positivi come potrebbe essere la nascita di un bambino, e anche il rifiuto della stessa maternità che può derivare.

Sergio Rossi

Dritti dritti da aNobii!/2

Sempre da aNobii, stavolta però facciamo un passo indietro e parliamo non de La vita come viene, ma delle Lacrime dell’assassino.

Toccante

Uno spietato assassino scopre il suo cuore duro e ruvido capace di provare un affetto sincero e puro per un bambino; potrebbe sembrare la solita favoletta buonista, ma in realtà è un libro crudo e schietto, dove l’amore non è una bacchetta magica che ripara a tutti gli errori e a tutto il male commesso.
Anzi, quest’amore inaspettato per il piccolo Pablo sarà proprio ciò che porterà Angel Alegrìa verso la condanna a morte, passando dal ruolo del carnefice a quello della vittima con una tale consapevolezza e una dignità pari – se non superiore – a quella degli uomini definiti “buoni”.
Quegli stessi uomini “buoni” che, in nome della giustizia, lo uccideranno, togliendo al piccolo Pablo l’unico vero affetto che lui avesse mai conosciuto.

Sono rimasta affascinata dallo stile conciso e senza fronzoli melensi dell’autrice. Mi aspettavo un libro introspettivo con la voce narrante dell’assassino, carica delle sue colpe e dei suoi fantasmi, invece ho trovato una piacevole narrazione in terza persona che con poche parole giuste dette al momento giusto ha saputo trasmettere non solo il tormento dell’assassino, ma anche le paure e le speranze del piccolo verso questo mistero che chiamano Vita, e l’affetto che, con semplici gesti quotidiani, si rinforza pagina dopo pagina.
Tra i due, nessuno slancio d’affetto scontato e melenso; gesti molto concreti e spesso apparentemente distaccati, che col tempo però acquistano un nuovo significato.
L’unica e più intensa dimostrazione di quest’affetto impossibile la si ha solo alla fine, quando Pablo ed Angel saranno costretti a dividersi.
E lì, confesso, ho pianto.

Insegna che fare una distinzione netta tra Buoni e Cattivi non è quasi mai possibile.
Un libro a metà tra favola moderna e denuncia delle ipocrisie del nostro essere.
Un libro toccante.

Nikimuk92