Figlio della… bravura!

Parafrasando il titolo dell’ultimo romanzo di Anne Laure, Figlio della Fortuna (nell’orginale Le temps des miracles ) parliamo di premi. In Italia Anne Laure Bondoux ha vinto il Premio Andersen e Super Andersen con Le lacrime dell’assassino ed è stata finalista all’Andersen con La vita come viene, oltre che al Bancarellino.

Anche in Francia la nostra Anne Laure ha fatto incetta di premi con i suoi romanzi, non ultimo con Figlio della Fortuna che ha conquisto moltissimi riconoscimenti:

Prix TamTam Je Bouquine     –     Prix Sésame Saint-Paul-Trois-Châteaux     –     Prix J’ai Lu J’élis Angers
Prix des lecteurs du Mans et de la Sarthe     –     Prix Farniente (Belgique)     –     Prix TSR (Suisse)
Prix « enlivrez-vous en mai » Thionville     –     Prix littéraire des lycéens et apprentis de Bourgogne
Prix du Bessin (Bayeux)     –     Prix Affiction’Ados (Mont de Marsans)     –     Prix des Genêts (Bron)
Prix des collégiens du 82     –     Prix des collégiens de Haute-Savoie     –     Prix du Livre élu en Livradois-Forez
Prix Paul Langevin (Alpes maritimes)     –     Prix des collégiens de la ville de Vannes

Che dire? Son proprio Figli della… bravura!

Anne Laure Bondoux intervistata da WUZ

In occasione della tappa milanese delle presentazioni di Figlio della fortuna, Anne Laure è stata intervistata da WUZ. Ecco un breve estratto:

Come è nata l’idea di questo romanzo?

La scrittura, per me, è un po’come il giardinaggio, all’inizio c’è solo un piccolo seme, a cui bisogna lasciare il tempo di maturare spontaneamente, senza pressioni… come nell’agricoltura biologica… è un lavoro lungo, pian piano che la prima idea è maturata altre idee si aggiungono una all’altra. A queste si uniscono successivamente tutta una serie di ulteriori pensieri… che come delle erbacce, a mano a mano ricoprono quella iniziale, come sterpaglia, fino quasi a far perdere visione dell’idea iniziale, ormai completamente ricoperta.
Nel caso di questo romanzo l’idea principale, il seme, è scaturito da una mia volontà precisa, quella di scrivere un romanzo su Blaise Cendrars, poeta delle svizzera francofona, grande viaggiatore, autore di Prosa della Transiberiana e della piccola Jeanne de France. È stato proprio

Per l’intervista completa clicca qui.

Ecco la grande novità!

Finalmente in tutte le librerie il nuovo romanzo di Anne-Laure!
Figlio della fortuna. Una storia forte e appassionante come quelle che lei sa regalarci.

Kumail è un ragazzino che vive in un vecchio edificio diroccato nel cuore del Caucaso infestato dalla guerra. A prendersi cura di lui c’è Galya, che lo ha salvato da morte certa quando era ancora in fasce. Kumail non si chiama veramente Kumail, ma Blaise Fortune ed è cittadino francese. Quando scoppiò la guerra il treno su cui viaggiava insieme a sua madre fu vittima di un attentato terroristico e i due vennero separati; ma Galya ha promesso di riportarlo a casa, a Parigi. Il conflitto divampa e Kumail e Galya si mettono in cammino: tra mille pericoli e peripezie, dopo aver viaggiato, essere stati traditi e abbandonati, i due trovano il modo di arrivare fino in Francia, ma a giungere a destinazione è il solo Kumail, che viene spedito in un orfanotrofo: che fine hanno fatto Galya e sua madre? Per ottenere le risposte che cerca Blaise dovrà tornare in Caucaso, da adulto, da cittadino francese.

La vita come viene su Booksweb.tv

Alessandra Casella e Silvia Brena parlano de La vita come viene su Booksweb.tv

Recensioni dal web/1

La vita come viene

Per le sorelle Yazinsky essere felici, malgrado tutto, non è facile, ma ci possono provare. Nonostante la morte dei genitori, gli esami e un bambino in arrivo…

Animata da una passione per la scrittura che si è manifestata alla giovane età di dieci anni, Anne-Laure Bondoux si è imposta all’attenzione del pubblico con Le lacrime dell’assassino, vincitore in Francia nel 2004 del prestigioso Prix Sorcières e, in Italia, del Premio Andersen.
Anche il suo nuovo romanzo, da poco uscito per le edizioni San Paolo, con il titolo La vita come viene, è una storia destinata ad entrare nel cuore dei giovani lettori che si affezioneranno senza dubbio alle due protagoniste, le sorelle Maddy e Patty, unite in uno strano quanto improbabile destino da un tragico evento, la morte, in un incidente d’auto, dei genitori.

Patty, la maggiore, dopo aver lasciato la famiglia in cerca di un lavoro e dell’indipendenza, viene designata dal giudice tutelare responsabile di Maddy, la sorella quindicenne, ancora impegnata negli studi. La notizia che Patty aspetta un bambino non deve assolutamente arrivare al giudice che, giudicandola irresponsabile, potrebbe toglierle la tutela della sorella.
L’unica decisione possibile, allora, è quella di far finta che nulla sia successo – visto che il parto è previsto per il mese di settembre –, partire insieme per le vacanze estive e raggiungere la casa, lontana e isolata, lasciata loro dai genitori.

E così, grazie ad una serie di situazioni da affrontare e da superare, le due ragazze riescono a riavvicinarsi e a ritrovare l’intimità perduta, nonostante le evidenti diversità di carattere: la maggiore, esuberante, stravagante, invadente e, se possibile, più immatura della sorella minore, che invece è riservata, seria, saggia e responsabile. Esse presentano l’ambivalenza tipica della loro età: chiedono affetto e si ribellano, sentono il bisogno di protezione e bramano l’emancipazione, temono l’avventura e al tempo stesso la desiderano ardentemente, apprezzano l’intimità della casa e della famiglia ma se ne sentono a volte soffocate. Molto toccante, a questo proposito, il fatto che Maddy senta il bisogno di rivolgersi spesso ai genitori, bisbigliando ed anche per iscritto, inviando loro “qualche notizia dal mondo dei vivi”: solo alla fine del romanzo la giovane, resa più matura dalle esperienze vissute, deciderà di abbandonare questa abitudine e di cominciare a scrivere storie.

È senza dubbio questa capacità di creare “personaggi universali” che fa di Anne-Laure Bondoux una delle più apprezzate scrittrici per ragazzi e per giovani e di La vita come viene una lettura, sotto forma di diario, particolarmente istruttiva e coinvolgente.
Infatti, nonostante la situazione “ estrema” in cui si trovano le due sorelle, che potrebbe limitare la possibilità di immedesimazione dei lettori nei personaggi, la descrizione del rapporto fra le due ragazze, di alcuni particolari della vita di tutti i giorni, dell’avanzare della maternità prima e della vita con un neonato poi, delle palpitazioni dei primi amori, delle responsabilità che tutto questo comporta…, sono temi sentiti e vissuti da molti, oltre che di grandissima attualità. Inoltre, l’autrice riesce ad affrontarli con leggerezza ed ironia, con una scrittura diretta e toccante, ma sempre con un certo pudore, senza mai lasciarsi andare a facili moralismi o ipocrisie.
E con un importante messaggio di speranza: anche quando la tragedia sembra aver segnato indelebilmente la nostra vita, “le cose, alla fine, si sistemano”.
Non sarà facile per chi, come Maddy, è portato a preoccuparsi per tutto, ma si può sempre imparare a respirare e a prendere le cose in modo più leggero: dietro l’angolo c’è sempre una vita da costruire, tante storie da inventare e – perché no?! – un amore che aspetta proprio noi.

scritto da Lidia.

da: http://guide.supereva.it/libri_autori_0_14/interventi/2009/11/la-vita-come-viene



Dritti dritti da aNobii/8

Mi ha fatto commuovere e ridere. Un libro dolce e divertente, davvero molto bello. Non è una lettura solo per ragazzine, credo che anche noi adulti possiamo goderne. Devo dire che adesso sono molto curiosa di leggere anche l’altro romanzo di questa autrice. Prima di inizare a leggerlo pensavo di imbattermi in una sorta di romanzetto moraleggiante, mentre è tutto il contrario.

Calliope

Dritti dritti da aNobii/7

Oggi prendiamo in prestito da aNobii un commento a La vita come viene:

Non è facile trattare argomenti come aborto, gravidanza e crescita con un mix così ben riuscito di leggerezza e gravità. Senza falsi moralismi, con una scrittura diretta e immediata, la Bondoux affronta temi difficili parlando attraverso la bocca di una ragazza, che – rimasta orfana – è costretta a far quasi da madre alla sorella più grande.
Molto bella anche la figura di Luigi, il padre – a sua insaputa – del piccolo che aspetta di venire al mondo (mi starà simpatico perché è l’unico italiano del libro?). Prima deriso e maltrattato anche lui si prenderà la sua rivincita.
Quello che più mi colpisce di questo libro è la mancanza di qualunque buonismo o intento consolatorio, o della volontà di dare un indirizzo morale alla vicenda: c’è semplicemente la vita, come viene.

Max Vicius