Dritti dritti da aNobii/15

Ancora su Figlio della fortuna, ancora da aNobii!

Operazione: speranza

Questo libro della Bondoux ci parla ancora una volta di ragazzini in gravi e grandi difficoltà.
Il filo conduttore di tutta questra fiaba ambientata ai giorni nostri è che non si è mai soli, c’è sempre qualcuno che si cura di te; e poi la Speranza, sì quella con la esse maiuscola, quella che ti aiuta in ogni circostanza, anche la più tremenda…

senzadominio

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Dritti dritti da aNobii/14

A voi un altro commento a Figlio della fortuna proveniente da aNobii:

L’autrice deve esserci stata, si, c’era e ci ha fatto il regalo di raccontarlo a tutti, soprattutto a quelli di noi che ci sono stati… mi riferisco alle ultime pagine. Non ho mai pianto tanto, non per il libro ma grazie ad esso. Straordinariamente bello…

Mariangela

Dritti dritti da aNobii/13

Navigando su aNobii ci siamo imbattuti in questo bel post che va oltre il commento a Figlio della fortuna, ma coglie appieno l’essenza del libro e soprattutto lancia un bellissimo messaggio di fratellanza e solidarietà, valori che troppo spesso vengono dimenticati al giorno d’oggi. Ecco allora il commento di Tania9gatti.

Devo la lettura di questo bel libro ad un amico. Mi sforzo sempre di capire chi è diverso da me. Chi vive in posti così lontani come in questo caso il Caucaso. Chi rischia la vita tutti i giorni e vede nell’Europa un’isola felice in cui rifugiarsi. Ma credo in realtà di non essere migliore di altre persone. Temo il diverso. Ne ho paura e quando queste persone mi si avvicinano provo un brivido nella schiena. Certo la storia di questo ragazzino che in Francia scoprirà una dimensione umana del vivere è molto commovente e toccante. Ma quanti di quelli che emigrano ce la fanno realmente a trovare una dimensione accettabile. Nel paese dove vivo c’è una grossa comunità albanese ben inserita. Lavorano, studiano sono brave persone che si sono fatte accettare. L’integrazione è possibile forse basterebbe un po’ più di buona volontà. La compagna di banco di mia figlia è rumena ha 16 anni viene dalla Germania, nelle materie scientifiche è un disastro, nelle lingue un portento.

Dritti dritti da aNobii/12

Girovagando su aNobii abbiamo trovato un bellissimo – e davvero sentito – commento di Sidner a Figlio della fortuna, il nuovo romanzo di Anne-Laure Bondoux!

“Tu mi racconti delle storie per obbligarmi a vivere, eh?”

Una meraviglia. Anne-Laure Bondoux non si smentisce.
Le sue opere raccontano sempre il cammino.
E il cammino di un bambino è forse il modo migliore
per raccontare la vita. Un romanzo è sempre un’invenzione,
ma il grande scrittore lo trasforma in realtà, in verità.
Pinocchio non era un burattino.
E Blaise Fortune non è il personaggio di un libro.
Come Momo non era il protagonista di “La vita davanti a sé” di Romain Gary. Sono più veri della realtà.
Blaise Fortune fugge da una delle tante guerre caucasiche.
Lo accompagna Galya, la ragazza russa che l’ha cresciuto con il racconto della sua infanzia, del suo salvataggio miracoloso dopo il “Terribile Incidente”.
È un cittadino francese, e Galya è là che vuole portarlo.
E allora camminano, si raccontano, incontrano persone che li accolgono, che li tradiscono, che li aiutano.
Conoscono solidarietà, fame, freddo, paura, quel po’ di calore umano necessario a non cadere tra le braccia della “disperanza”.
E qui mi fermo. Non devo raccontare oltre. Ma mi ha colpito il sostantivo “disperanza”. Perché Blaise e Galya vincono questa nemica con l’azione, con la visione di una meta.
Mi sembra invece che la disperanza riguardi noi. Noi ricchi e annoiati giovani e adulti di questo privilegiato primo mondo.
Perché che cos’è questa “disperanza”?:
“È invisibile e si insinua ovunque. Se non fai niente, se non reagisci, ti rosicchia l’anima fino all’osso.”
Dobbiamo riconoscerlo, il “nostro” mondo è attanagliato dall’apatia; siamo vecchi, stanchi, talmente pigri da reinventarci cammini spirituali, per non annoiarci, perché non abbiamo bisogno di metterci in viaggio, di scappare dalla guerra, dalla paura.
E quando incontriamo qualcuno che vive scappando lo chiamiamo clandestino, zingaro, extracomunitario, negro.
Abbiamo dimenticato che:
“Bohème è una parola che indica che si è sempre liberi e che si possono varcare tutti i confini”.
È incredibile che nel terzo millennio sia più facile attraversare i confini fisici di uno stato, che abbattere gli steccati dei recinti mentali degli uomini.
Ma Bondoux non si fa vincere dalla “disperanza”:
“Vedi”, mi sorride Galya, “non bisogna mai smettere di credere nel genere umano. Per uno che ti fa lo sgambetto, se ne trovano a decine che ti aiutano a rialzarti, vero?”
“Vero”.
“Essere felici è sempre caldamente raccomandato, Monsieur Blaise!”.

Dritti dritti da aNobii/11

Anche se è appena uscito Figlio della fortuna, non ci dimentichiamo dei precedenti romanzi di Anne-Laure!

Ecco il parere di Pantaleo Magrone su La vita come viene:

Libro per giovani. Ho ottanta anni e mi è piaciuto moltissimo.
Fresco, brillante, scorrevole. Una lettura semplice per mettersi di buon umore.

Dritti dritti da aNobii/10

Ecco cosa dice Serena su La vita come viene:

Segnalato anche in xanadu di quest’anno è davvero una buona lettura per adolescenti: la protagonista quindicenne racconta la sua vita di orfana di entrambi i genitori assieme alla sorella ventenne immatura ed in attesa di un figlio.La storia è abbastanza realistica e il messaggio bello è che ci si vuole bene anche senza far finta di non vedere i difetti degli altri, ci si vuole bene senza pretese di perfezione perchè così è la vita

Dritti dritti da aNobii/9

Ecco cosa dice Pucca stellina Anna su La vita come viene:

È stra BELLISSIMISSIMISSIMISSIMISSIMO!!!!!!!Parla di due ragazze.Una di 15 anni e una di 20 anni,sono due sorelle a cui sono morti i genitori.La ragazzina di 15 anni si chiama Meddy la sorella si chiama Patty.Patty lavora in un bar,mentre Meddy studia molto e va bene a scuola.Un giorno Patty dice a Meddy che…leggetelo e lo scoprirete!!!!!!!!(: