Un suggerimento

Ciao a tutti, oggi vogliamo segnalarvi il sito dedicato al romanzo La Ragazza dell’Est, di Fulvia Degl’Innocenti, che presto sarà in tutte le librerie. Eccolo qua!

Si tratta di un bellissimo romanzo che vi suggerisco di leggere:

Roberto incontra Lilia sul treno, è così bella da far pensare a un angelo. Ha uno strano accento, è straniera, forse dell’Est. Alla stazione la ragazza – così come era apparsa – scompare, lasciando dietro di sé un libro, un biglietto della lotteria e l’impressione di aver lanciato, con i suoi occhi azzurri, una richiesta d’aiuto. Roberto inizia ad indagare e si ritrova di notte per le strade di Milano, dove ci sono ragazze sperdute e lupi neri che le insidiano. È troppo tardi per tornare indietro. Sarà il padre, il grande inviato di guerra così assente dalla vita del figlio, che aiuterà Roberto a salvare Lilia.

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Dritti dritti da aNobii/8

Mi ha fatto commuovere e ridere. Un libro dolce e divertente, davvero molto bello. Non è una lettura solo per ragazzine, credo che anche noi adulti possiamo goderne. Devo dire che adesso sono molto curiosa di leggere anche l’altro romanzo di questa autrice. Prima di inizare a leggerlo pensavo di imbattermi in una sorta di romanzetto moraleggiante, mentre è tutto il contrario.

Calliope

Dritti dritti da aNobii!

Sapete tutti cos’è aNobii? No? Bé aNobii è la più grande comunità di lettori del mondo, dove ciascuno ha a disposizione la propria pagina per inserire tutti i libri che legge e confrontarsi con gli altri, curiosando nelle librerie altrui!

Vediamo uno dei commenti al nuovo romanzo di Anne-Laure, La vita come viene, presenti su aNobii:

Quello che mi piace di quest’autrice è la sua capacità di trattare emi tosti con un linguaggio adatto ai ragazzi, senza però mai cadere nella retorica.
Secondo me una conferma, dopo “Le lacrime dell’assassino”.

Ncy It

Cosa legge Anne-Laure/1

Sbirciamo tra le letture di Anne-Laure.  Oggi ci propone Memorie di una ragazza per bene di Simone de Beauvoir.

Questa estate, nella biblioteca di una casa di campagna, ho trovato per caso Una morte dolcissima e questa lettura mi ha toccata ed intrigata. Vi si prevedevano le relazioni complesse dell’autore con la propria madre, un passato pesante di silenzio e di incomprensione. Ho dunque ripreso il filo al suo inizio. La scrittura di Simone de Beauvoir è così precisa, così intelligente da rendervi a sua volta intelligenti. Sono rimasta affascinata lungo tutte le sue memorie dal percorso di questa bambina che diventa adolescente e donna, dalla sua forza, in un universo sociale così tanto soffocante e costrittivo. È il resoconto di una nascita, di una liberazione, di una rinascita al mondo, alla vita, alla filosofia, la costruzione di un individuo analizzata passo per passo e resa in maniera notevole. Ignoro se questa lettura mi avrebbe così tanto colpito nell’adolescenza, ma forse sì, per via dei picchi di dolore e d’esaltazione, di questa oscillazione permanente tra scoraggiamento e avidità di futuro, che sono certamente molto universali. Ho avuto voglia di annotare alcune frasi, colpita dalla loro precisione. Ecco a caso: “Il mondo attorno a me era una presenza enorme, confusa. Andavo a grande passo, sfiorata dal suo alito spesso. Mi dicevo che tutto sommato era interessante vivere”, questo libro è un incontro importante.

Filo diretto con Anne-Laure/2

Quali sono i miei progetti? Sto scrivendo il mio prossimo romanzo per ragazzi, che verrà pubblicato (se non sono troppo in ritardo) nella primavera del 2010. Poiché gradisco le sorprese, non rivelo nulla, vi dico soltanto che è sulla scia de La vita come viene, e che l’azione si situa al giorno d’oggi, a Parigi. Per quanto riguarda il mio romanzo destinato agli adulti, dopo un certo numero di letture (grazie a quelli che gli hanno dedicato del tempo!), sono convinta che non sia pronto… Incoraggiata tuttavia a riprenderlo, spero di avere il tempo, l’energia e la voglia di lavorarci di nuovo nei  mesi che vengono, prima di darmi un’altra chance.

Perché si diventa scrittori?

Perché si diventa scrittori? Non è una domanda semplice, ma di certo è molto molto importante per chi ha scelto questo mestiere. Anne-Laure ama rispondere a questa domanda con una frase dello scrittore e sceneggiatore britannico William Boyd:

So perché sono diventato un romanziere: è soltanto nel romanzo che è spiegato tutto sugli altri esseri umani.  Soltanto nei romanzi ogni cosa è spiegata e certa.

Filo diretto con Anne-Laure

Anne-Laure_Bondoux_01Anche oggi un post che viene direttamente da Anne-Laure. La Bondoux ci racconta, con la solità simpatia e freschezza, la sua giornata tipo:

Dal momento che la scrittura è la mia professione, come possono apparire le mie giornate? Semplici, banali, e un po’ misteriose dall’esterno.

Generalmente io lavoro cinque giorni su sette, ma posso lavorare anche durante i fine settimana, dipende. Mi siedo davanti al mio computer alle 9 del mattino e mi alzo verso le 18 (con una pausa pranzo e un pisolino in mezzo): quando va così è una grande giornata!

Ce ne sono di meno buone. A volte riesco a lavorare solo due ore… In questi casi, spesso mi sento in colpa, a meno che non abbia fatto qualcosa. A volte lavoro anche di notte, quando voglio ancora, ma raramente al di là delle 23 ore.

Durante una giornata di scrittura, sono sola. Sto seduta. Consulto il dizionario cinquanta vole, cinquanta volte internet, apro l’atlante, libri di fotografia, bevo un caffè, fumo (che è male, sì, sì), parlo da sola, mi arrabbio, scarabocchio, leggo ad alta voce i capitoli precedenti. Tolgo una frase, una parola. Cambio una virgola. Rileggo. Risistemo il testo. Poi rivedo una pagina completa. Ho mal di schiena. Passeggio nel mio ufficio. Apro un libro e poi un altro, leggo tre frasi, poi mi siedo di nuovo davanti allo schermo.

Se alla fine della giornata trascorsa a portare avanti la mia storia, un personaggio nuovo è emerso, ho risolto un problema, ho avuto un’idea divertente, sono felice e il giorno dopo voglio continuare allo stesso modo. Se alla fine della giornata sento che il testo non funziona io non dispero: il giorno dopo ricomincio. Nel mio letto penso ai miei personaggi, a un problema, a un incrocio. Non credo di sognare, ma può succedere che la mattina ci siano altre idee, tutte fresche. In caso contrario, a volte mi prendo una vacanza, penso ad altro, e non tocco il mio computer per diverse settimane. Al ritorno io sono arrugginita e non vedo l’ora di riprendere la mia vita quotidiana solitaria e piena di parole.