Figlio della… bravura!

Parafrasando il titolo dell’ultimo romanzo di Anne Laure, Figlio della Fortuna (nell’orginale Le temps des miracles ) parliamo di premi. In Italia Anne Laure Bondoux ha vinto il Premio Andersen e Super Andersen con Le lacrime dell’assassino ed è stata finalista all’Andersen con La vita come viene, oltre che al Bancarellino.

Anche in Francia la nostra Anne Laure ha fatto incetta di premi con i suoi romanzi, non ultimo con Figlio della Fortuna che ha conquisto moltissimi riconoscimenti:

Prix TamTam Je Bouquine     –     Prix Sésame Saint-Paul-Trois-Châteaux     –     Prix J’ai Lu J’élis Angers
Prix des lecteurs du Mans et de la Sarthe     –     Prix Farniente (Belgique)     –     Prix TSR (Suisse)
Prix « enlivrez-vous en mai » Thionville     –     Prix littéraire des lycéens et apprentis de Bourgogne
Prix du Bessin (Bayeux)     –     Prix Affiction’Ados (Mont de Marsans)     –     Prix des Genêts (Bron)
Prix des collégiens du 82     –     Prix des collégiens de Haute-Savoie     –     Prix du Livre élu en Livradois-Forez
Prix Paul Langevin (Alpes maritimes)     –     Prix des collégiens de la ville de Vannes

Che dire? Son proprio Figli della… bravura!

La vita come viene candidato al Premio Andersen 2010!

Eccoci qua ad annunciare la prima grande sorpresa: è con immenso piacere che apprendiamo la candidatura del romanzo di Anne-Laure La vita come viene al Premio Andersen 2010 per la categoria miglior libro oltre i 12 anni!

Dopo la vittoria dell’anno scorso, con Le lacrime dell’assassino , del Premio Andersen e Super Andersen, una conferma della bravura di Anne-Laure e dell’attenzione che la critica rivolge ai romanzi di qualità!

Ad ogni modo le sorprese non sono finite. Nei prossimi giorni ci saranno grosse novità e qualche cambiamento nel nostro sito, per cui preparatevi!

Recensioni dal web/1

La vita come viene

Per le sorelle Yazinsky essere felici, malgrado tutto, non è facile, ma ci possono provare. Nonostante la morte dei genitori, gli esami e un bambino in arrivo…

Animata da una passione per la scrittura che si è manifestata alla giovane età di dieci anni, Anne-Laure Bondoux si è imposta all’attenzione del pubblico con Le lacrime dell’assassino, vincitore in Francia nel 2004 del prestigioso Prix Sorcières e, in Italia, del Premio Andersen.
Anche il suo nuovo romanzo, da poco uscito per le edizioni San Paolo, con il titolo La vita come viene, è una storia destinata ad entrare nel cuore dei giovani lettori che si affezioneranno senza dubbio alle due protagoniste, le sorelle Maddy e Patty, unite in uno strano quanto improbabile destino da un tragico evento, la morte, in un incidente d’auto, dei genitori.

Patty, la maggiore, dopo aver lasciato la famiglia in cerca di un lavoro e dell’indipendenza, viene designata dal giudice tutelare responsabile di Maddy, la sorella quindicenne, ancora impegnata negli studi. La notizia che Patty aspetta un bambino non deve assolutamente arrivare al giudice che, giudicandola irresponsabile, potrebbe toglierle la tutela della sorella.
L’unica decisione possibile, allora, è quella di far finta che nulla sia successo – visto che il parto è previsto per il mese di settembre –, partire insieme per le vacanze estive e raggiungere la casa, lontana e isolata, lasciata loro dai genitori.

E così, grazie ad una serie di situazioni da affrontare e da superare, le due ragazze riescono a riavvicinarsi e a ritrovare l’intimità perduta, nonostante le evidenti diversità di carattere: la maggiore, esuberante, stravagante, invadente e, se possibile, più immatura della sorella minore, che invece è riservata, seria, saggia e responsabile. Esse presentano l’ambivalenza tipica della loro età: chiedono affetto e si ribellano, sentono il bisogno di protezione e bramano l’emancipazione, temono l’avventura e al tempo stesso la desiderano ardentemente, apprezzano l’intimità della casa e della famiglia ma se ne sentono a volte soffocate. Molto toccante, a questo proposito, il fatto che Maddy senta il bisogno di rivolgersi spesso ai genitori, bisbigliando ed anche per iscritto, inviando loro “qualche notizia dal mondo dei vivi”: solo alla fine del romanzo la giovane, resa più matura dalle esperienze vissute, deciderà di abbandonare questa abitudine e di cominciare a scrivere storie.

È senza dubbio questa capacità di creare “personaggi universali” che fa di Anne-Laure Bondoux una delle più apprezzate scrittrici per ragazzi e per giovani e di La vita come viene una lettura, sotto forma di diario, particolarmente istruttiva e coinvolgente.
Infatti, nonostante la situazione “ estrema” in cui si trovano le due sorelle, che potrebbe limitare la possibilità di immedesimazione dei lettori nei personaggi, la descrizione del rapporto fra le due ragazze, di alcuni particolari della vita di tutti i giorni, dell’avanzare della maternità prima e della vita con un neonato poi, delle palpitazioni dei primi amori, delle responsabilità che tutto questo comporta…, sono temi sentiti e vissuti da molti, oltre che di grandissima attualità. Inoltre, l’autrice riesce ad affrontarli con leggerezza ed ironia, con una scrittura diretta e toccante, ma sempre con un certo pudore, senza mai lasciarsi andare a facili moralismi o ipocrisie.
E con un importante messaggio di speranza: anche quando la tragedia sembra aver segnato indelebilmente la nostra vita, “le cose, alla fine, si sistemano”.
Non sarà facile per chi, come Maddy, è portato a preoccuparsi per tutto, ma si può sempre imparare a respirare e a prendere le cose in modo più leggero: dietro l’angolo c’è sempre una vita da costruire, tante storie da inventare e – perché no?! – un amore che aspetta proprio noi.

scritto da Lidia.

da: http://guide.supereva.it/libri_autori_0_14/interventi/2009/11/la-vita-come-viene



Dritti dritti da aNobii/5

Sempre da Anobii:  stavolta a parlare di Anne-Laure è Marta.

Mi è piacuto tantissimo perchè è un libro che mi ha stupito e che racconta di come un assassino, quindi una persona “bruta” può diventare una persona con sentimenti, emozioni e una persona che può volere bene.

Cosa legge Anne-Laure/1

Sbirciamo tra le letture di Anne-Laure.  Oggi ci propone Memorie di una ragazza per bene di Simone de Beauvoir.

Questa estate, nella biblioteca di una casa di campagna, ho trovato per caso Una morte dolcissima e questa lettura mi ha toccata ed intrigata. Vi si prevedevano le relazioni complesse dell’autore con la propria madre, un passato pesante di silenzio e di incomprensione. Ho dunque ripreso il filo al suo inizio. La scrittura di Simone de Beauvoir è così precisa, così intelligente da rendervi a sua volta intelligenti. Sono rimasta affascinata lungo tutte le sue memorie dal percorso di questa bambina che diventa adolescente e donna, dalla sua forza, in un universo sociale così tanto soffocante e costrittivo. È il resoconto di una nascita, di una liberazione, di una rinascita al mondo, alla vita, alla filosofia, la costruzione di un individuo analizzata passo per passo e resa in maniera notevole. Ignoro se questa lettura mi avrebbe così tanto colpito nell’adolescenza, ma forse sì, per via dei picchi di dolore e d’esaltazione, di questa oscillazione permanente tra scoraggiamento e avidità di futuro, che sono certamente molto universali. Ho avuto voglia di annotare alcune frasi, colpita dalla loro precisione. Ecco a caso: “Il mondo attorno a me era una presenza enorme, confusa. Andavo a grande passo, sfiorata dal suo alito spesso. Mi dicevo che tutto sommato era interessante vivere”, questo libro è un incontro importante.

Filo diretto con Anne-Laure/2

Quali sono i miei progetti? Sto scrivendo il mio prossimo romanzo per ragazzi, che verrà pubblicato (se non sono troppo in ritardo) nella primavera del 2010. Poiché gradisco le sorprese, non rivelo nulla, vi dico soltanto che è sulla scia de La vita come viene, e che l’azione si situa al giorno d’oggi, a Parigi. Per quanto riguarda il mio romanzo destinato agli adulti, dopo un certo numero di letture (grazie a quelli che gli hanno dedicato del tempo!), sono convinta che non sia pronto… Incoraggiata tuttavia a riprenderlo, spero di avere il tempo, l’energia e la voglia di lavorarci di nuovo nei  mesi che vengono, prima di darmi un’altra chance.

Perché si diventa scrittori?

Perché si diventa scrittori? Non è una domanda semplice, ma di certo è molto molto importante per chi ha scelto questo mestiere. Anne-Laure ama rispondere a questa domanda con una frase dello scrittore e sceneggiatore britannico William Boyd:

So perché sono diventato un romanziere: è soltanto nel romanzo che è spiegato tutto sugli altri esseri umani.  Soltanto nei romanzi ogni cosa è spiegata e certa.